L’eredità di un maestro orafo.
La storia di Al Pegno 1977 nasce dalla visione di Dino Duca, maestro orafo che nel 1962 fondò la Gioielleria Duca di Roma. Per decenni, Dino fu riconosciuto per i suoi design originali, la qualità eccezionale delle creazioni e una convinzione profonda: il gioiello non è solo ornamento, ma un investimento accessibile a tutti. Nel 2012, la comunità romana celebrò la sua carriera straordinaria: a giugno i cinquant’anni di attività nel settore orafo, a ottobre il suo ottantesimo compleanno, e a novembre il riconoscimento come uno dei 30 Maestri Artigiani di Roma ai Musei Capitolini, cerimonia presieduta da Gianni Alemanno.
Il momento fondante arrivò nel 1977, quando un’asta al Banco dei Pegni (Monte di Pietà) ispirò Dino Duca a creare un servizio di acquisto diretto di oro, argento e gioielli, anticipando un modello di business che avrebbe rivoluzionato il settore. I figli Fabrizio Duca e Massimiliano Duca, cresciuti nel laboratorio paterno, raccolsero l’eredità del padre e diedero al progetto il nome “Al Pegno 1977” — un tributo all’anno della svolta.
Tra il 2018 e il 2019 due figure chiave entrarono nel progetto: Ottavio Alvarez, imprenditore e finanziere divenuto socio e azionista con un apporto strategico e finanziario determinante, e Alessandro Fazio, inizialmente Direttore Generale e poi consulente, manager e stratega marketing, oltre che tutor e coach per l’intero team. Oggi Al Pegno è di proprietà di DAD S.R.L., iscritta all’OAM con codice OCO4108.
Il modello operativo incarna la filosofia del fondatore: ogni cliente viene ricevuto su appuntamento, uno alla volta, in un ambiente che garantisce la massima privacy, sicurezza e discrezione. Pagamenti fino a 250.000€ per singola transazione. Lo slogan sintetizza la promessa: “Oltre il valore, la certezza”.
“Non vendiamo un servizio. Offriamo discrezione, competenza e la sicurezza di un brand che ha sessant’anni di storia nel mondo dell’oreficeria italiana.”
Alessandro Fazio — CEO, Al Pegno 1977
La sfida: scalare un mercato di fiducia.
Quando Deep Marketing ha iniziato la collaborazione, il brand operava con due soli punti vendita e un patrimonio di credibilità costruito in oltre mezzo secolo di oreficeria. Occorreva distinguere radicalmente Al Pegno dall’immagine stereotipata del compro oro generico e costruire un ecosistema digitale capace di tradurre la fiducia conquistata in presenza fisica in una crescita rapida su scala nazionale — con l’ambizione futura di espandersi a livello europeo e internazionale.

Advertising scientifico e growth hacking.
L’approccio si è fondato su advertising multicanale con Google Ads geo-localizzato per ogni singola sede, growth hacking con nuove interfacce tecnologiche per la fidelizzazione, e ottimizzazione continua delle conversioni. Il risultato: un tasso di chiusura medio dell’86% sugli appuntamenti generati e un valore medio per cliente di oltre €1.400.
Un’identità digitale all’altezza del brand.
Il sito web, progettato da Deep Marketing, comunica lusso accessibile, competenza certificata, discrezione assoluta. Ogni elemento è stato pensato per convertire: dalla landing page all’esperienza mobile, ottimizzata per il 65% del traffico che arriva da smartphone.

TikTok: rompere gli schemi del settore.
L’apertura del canale TikTok si è rivelata una leva straordinaria per la brand awareness, con contenuti che mescolano educazione e intrattenimento. Un approccio che nessun competitor aveva osato tentare nel settore compro oro.
Da 2 a 10: l’espansione esponenziale.
Da due punti vendita iniziali, Al Pegno ha aperto sedi a Milano, Milano CityLife, Monza, Torino, Bergamo, Verona, Brescia e Parma. Dieci punti vendita operativi in otto città italiane — il primo passo di una visione che punta all’espansione europea e globale.
I numeri parlano da soli: a gennaio 2026 il MCL (Margine Commerciale Lordo) ha raggiunto €690.622 con 492 clienti nel solo mese. Una crescita raccontata da MilanoFinanza, Sole 24 Ore, Libero, Affari Italiani, Il Tempo e numerose altre testate nazionali.
“La collaborazione con Deep Marketing non ha semplicemente migliorato la nostra visibilità online. Ha trasformato il modo in cui pensiamo alla crescita.”
Alessandro Fazio — CEO, Al Pegno 1977