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Reselling: La Guida Definitiva per un Business (Davvero) Profittevole
Marketing

Reselling: La Guida Definitiva per un Business (Davvero) Profittevole

2025-07-13 12 min lettura

Se ti sei imbattuto qui cercando "come arricchirsi col reselling" dopo l'ennesimo video di uno che sbandiera Ferrari in affitto, fermo subito: questa NON è la solita promessa da copertina. Però, magari sì, sei nel posto giusto per toglierti un po’ di fumo dagli occhi e scoprire finalmente quanto è tosto (ma affascinante) il mondo dei veri reseller. Dimentica le scorciatoie: qui si parla di business vero, pieno di sfide, soddisfazioni e scivoloni. Noi di Deep Marketing i sogni li lasciamo ai ciarlatani: qui si masticano dati, esperienza vera e strategie che fanno davvero la differenza. Il settore del reselling, soprattutto se parliamo di moda e lusso, è una giungla con leoni e squali veri. E no, non aspettano con la t-shirt "Benvenuto!"...

Ma, senti qui: la festa è appena iniziata. Il mercato del secondhand è impazzito, letteralmente. Secondo il 13th Annual Resale Report di ThredUp , si parla di un valore globale che schizza a 367 miliardi di dollari entro il 2029. Serve davvero aggiungere altro? Non basta spararsi i soliti motivatori col Rolex prestato: ci vuole testa, metodo e – fidati – la voglia di faticare non manca mai. Spoiler: qui il business si costruisce con il sudore, non con la bacchetta magica.

Chi sono io per parlartene? Be’, sono uno che di trappole ne ha viste a pacchi (e a volte ci è caduto dentro!). Se ti senti già perso a metà lettura, ottimo segno: vuol dire che hai colto la vera portata della cosa. Adesso, vediamo insieme tutti i passi – dai miti alle dritte pratiche – per navigare (senza naufragare) nel fantastico, e complicato, mare del reselling. E se alla fine ti sembra tutto troppo… stai tranquillo: è normale, e anzi per questo esistono agenzie come la nostra. Spoiler n.2: non sei solo.

Reselling: che cos’è, che non è, e perché non è per chi cerca scorciatoie

Parliamoci chiaro: reselling significa fiutare il valore

Alla radice, resellare vuol dire comprare roba e rivenderla meglio, punto. Ma la differenza nel 2025? Sta tutta nelle piattaforme digitali, nella platea mondiale e nel trovare la nicchia giusta (ma giusta davvero!). Il reseller? Un vero talent scout del valore: scova l’affare, capisce se c’è trippa per gatti e ammicca al pubblico disposto a sganciare qualcosa in più. Perché qualcuno dovrebbe pagare quel premium? Semplice: per almeno quattro motivi che non sono mai scontati:

Quindi, no: non è “compro-e-rivendo al volo”. È un po’ come essere il curatore di una galleria d’arte: devi capirci, studiare cosa piace alla gente, saper vendere anche una semplice T-shirt come se fosse la Gioconda (citazione consapevole!).

I soliti equivoci: resellare non vuol dire stampare soldi mentre dormi!

Qui la colpa è tutta dei venditori di fumo. Hai presente chi (online, of course) promette migliaia di euro rivendendo magliette col logo invertito? Ecco, quella è un’illusione, spesso dannosa. Nella migliore delle ipotesi arrotondi; costruire un’azienda è un’altra storia.

Cosa NON ti devi aspettare dal reselling fatto bene:

Non vuoi farti male? Occhio agli entusiasmi da televendita, o rischi di ingrassare quella lunga lista di chi, dopo 3 mesi, si arrende e incolpa il karma (invece di aver letto questa guida!).

Persona che organizza vestiti per il reselling

Manuale super pratico per costruire il TUO business di reselling

Ok, niente più chiacchiere: passiamo all’azione. Vediamo i 7 step che separano il “vendicchio per caso” dal vero imprenditore del second-hand. Io li ho provati, e non sempre mi è andata bene… ma almeno le cicatrici sono servite.

Step 1: Trova la TUA nicchia. (No, “abbigliamento” non vale!)

Tutto non si può vendere. “Abbigliamento”? Troppo vago. “Sneaker”? Ci avviciniamo. “Nike Air Jordan 1 anni ‘90”? Ora sì che giochi sul serio. Più sei affilato nella scelta, meno avrai concorrenti e più diventerai il riferimento del tuo pubblico. Da dove partire?

Step 2: Sourcing, alias la caccia al tesoro

Il sourcing è dove nascono i profitti – e sì, per me spesso è la parte più divertente (e stressante!). Il colpo giusto arriva solo a chi cerca nel posto sbagliato al momento giusto.

Chicca da veterano: Diventa tu il punto di riferimento del tuo giro: gli affari migliori arrivano quando ti chiamano prima che pensano a Vinted!

Step 3: Autenticazione e valutazione. Qui si rischia grosso!

Lusso, orologi, high-fashion? Qui sbagliare è vietato. Una sola “fregatura” e addio reputazione. Vuoi dormire sereno la notte? Ecco i miei segreti.

Occhio anche alla valutazione dello stato: se dietro c’è una piccola macchia, dillo! Un brutto feedback brucia più di uno sconto sulla vendita.

Step 4: Prezzi: l’arte di non sparare (troppo) alto né di svendersi

Oh, qui ci si gioca tanto. Prezzo troppo alto: tutto fermo. Troppo basso: rimpianti infiniti. Ci arriviamo con metodo:

Meglio partire alto e poi scendere, che il contrario. Credimi, alzare i prezzi in corsa è un bagno di sangue!

Etichetta di prezzo su un vestito vintage

Step 5: Presentazione TOP. Perché la gente compra con gli occhi

Fidati: anche il prodotto più pazzesco rischia di restare fermo se presentato male. Serve un minimo di… spettacolo!

Step 6: Spedizioni e clienti: qui si va oltre la vendita

La partita non finisce alla conferma dell’ordine. Il cliente soddisfatto diventa fan… se glielo permetti! Piccole cose fanno grande la differenza.

Step 7: Da semplice venditore a vero brand

Il marchio sei tu: la gente non compra solo la merce, ma tutto il “pacchetto”. E qui il bello è che puoi davvero fare la differenza con piccoli tocchi.

Occhio alle trappole: il lato ombra del reselling

Il reselling non è tutto cuoricini e lustrini: qualche insidia c’è sempre all’orizzonte. Ad esempio, secondo la Loughborough University , dietro la “moda circolare” si nascondono spesso trucchetti di marketing. Quindi, scudo alzato, occhi aperti e zero paura a guardare anche l’altra faccia della medaglia.

Ecco dove inciampano (quasi) tutti:

E se pensi al reselling come a una lotteria… lasciamo perdere!

Sgombriamo subito il campo: il reselling può essere una bomba di soddisfazioni, ma solo per chi ha voglia di costruirci sopra, testando, sbagliando, rifacendo. Se speravi nei soldi facili – spoiler! – non è il posto giusto. Qui serve metodo, allenamento e la capacità di gestire il cliente come un’ospite speciale. Le sfide? Dalla ricerca stock a non impazzire con i clienti che cambiano idea ogni cinque minuti… come raccontato anche in molte analisi sui rischi del settore.

Ma la bella notizia esiste e non è solo marketing: la bravura paga, eccome! Se riesci a posizionarti come punto di riferimento – e lo fai davvero col cuore – vedrai persone che si ricordano di te, ti seguono e magari raccontano il tuo nome agli amici.

FAQ - Reselling senza filtri: risposte per chi fa sul serio

1. Devo per forza aprire la Partita IVA?

Eh sì. Se lo fai regolarmente e non solo “per provare”, serve la Partita IVA, iscrizione alla Camera di Commercio e almeno una chiamata al commercialista. La leggenda dell'hobbista che si arricchisce senza fisco… lasciamola ai forum. (Di solito si comincia come forfettari, ma ogni caso va visto con un esperto).

2. Con quanti soldi si parte?

Non esiste la risposta magica. Nel vintage puoi iniziare anche con poco, mentre se vuoi puntare agli orologi di un certo livello, parliamo di cifre con almeno quattro zeri. Meglio partire con il piccolo, reinvestire, sbagliare sui propri soldi – senza dover raccontare alla banca perché sei al verde!

3. Dove stanno gli affari veri oggi?

Dipende dai gusti, ma il bello è che la domanda cambia di continuo. Ora vanno forte:

4. E se il cliente vuole restituire (o si lamenta)?

Imposta subito le regole: resi sì/no, tempi, motivi. Ascolta sempre cosa non va e cerca una mediazione (a volte bastano uno sconto o un coupon per cambiare umore a chiunque!). Ricordati: la tua reputazione online vale molto più di un prodotto restituito.

5. Meglio partire su eBay o avere subito il proprio sito?

Due cose insieme. Parti dai marketplace, così testi la domanda e impari in fretta. Poi, quando inizi a “muovere giro”, apri il tuo shop online: più libertà, meno commissioni, branding che fa la differenza. I social portano traffico, il sito trattiene. Il marketplace? La macchina scuola. Il sito? La casa vera!

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