TL;DR — Tra il 60% e il 68% delle ricerche su Google nel 2026 si conclude senza un singolo clic verso un sito web. Le AI Overviews di Google appaiono ormai nel 48% delle query e abbattono il CTR organico del 61%. Gartner prevede un calo del 25% del traffico da motori di ricerca entro fine 2026. Ma il panico è ingiustificato: la strategia cambia, non muore. Le PMI che si adattano — ottimizzando per essere citate dall'AI, non solo indicizzate — possono trasformare questa disruption in un vantaggio competitivo. In questo articolo vi spieghiamo come, con dati, casi concreti e una checklist operativa.
La Crisi Silenziosa: Quando Google Smette di Mandare Traffico
C'è un numero che dovrebbe togliere il sonno a ogni imprenditore e responsabile marketing in Italia: il 58,5% delle ricerche Google negli Stati Uniti e il 59,7% in Europa si conclude senza che l'utente clicchi su alcun risultato (Datos/SparkToro, State of Search Q2 2025). L'utente cerca, legge la risposta direttamente nella SERP e se ne va. Zero clic. Zero visite al vostro sito.
Non è un'anomalia. È una tendenza strutturale che accelera trimestre dopo trimestre. A metà 2025, le ricerche zero-click avevano già superato il 65% del totale. E con l'espansione aggressiva delle AI Overviews — i riassunti generati dall'intelligenza artificiale che Google posiziona in cima alla pagina dei risultati — il fenomeno sta raggiungendo livelli che solo due anni fa sarebbero parsi distopici.
Come noi di Deep Marketing ripetiamo ai nostri clienti: non si tratta di "se" il vostro traffico organico calerà, ma di quanto e di cosa farete per compensare.
I Numeri che Nessuno Può Ignorare: Il Crollo del CTR con le AI Overviews
Lo studio più rigoroso disponibile su questo tema è quello di Seer Interactive (settembre 2025), che ha analizzato 3.119 query informazionali in 42 organizzazioni, coprendo 25,1 milioni di impressioni organiche e 1,1 milioni di impressioni a pagamento lungo 15 mesi continuativi (giugno 2024 – settembre 2025).
I risultati sono devastanti:
In parole povere: quando Google mostra un'AI Overview, solo 6 utenti su 1.000 cliccano su un risultato organico. E la situazione non è temporanea — Seer ha tracciato il trend per 15 mesi, confermando che il CTR si è stabilizzato su questi livelli bassi senza segnali di recupero.
Ma c'è un dato che illumina la via d'uscita: i brand citati all'interno delle AI Overviews ottengono un CTR organico superiore del 35% e un CTR paid superiore del 91% rispetto ai brand non citati. Essere dentro il riassunto dell'AI non è solo difesa: è un moltiplicatore.
Quanto Sono Diffuse le AI Overviews? Più di Quanto Pensiate
Secondo i dati BrightEdge (febbraio 2025 – febbraio 2026), le AI Overviews sono cresciute del 58% in un anno e ora compaiono nel 48% di tutte le ricerche. Non più un esperimento marginale: sono la nuova normalità della SERP.
E la crescita non è uniforme. Alcuni settori sono stati letteralmente travolti:
I settori con forte contenuto informativo — sanità, educazione, tecnologia B2B — sono i più colpiti. I settori transazionali (e-commerce, retail) resistono meglio: solo il 10% delle keyword commerciali attiva un'AI Overview, perché Google sa che quando un utente vuole comprare, ha ancora bisogno di cliccare.
Per le PMI italiane, questo significa che chi opera nei servizi, nella consulenza, nella formazione o nel B2B è nella zona di massimo impatto.
La Profezia di Gartner: −25% di Traffico Entro Fine 2026
A febbraio 2024, Gartner ha previsto che il volume di ricerche sui motori di ricerca tradizionali sarebbe calato del 25% entro il 2026, a causa dei chatbot AI e degli agenti virtuali. Due anni dopo, i dati di mercato stanno confermando la direzione — anche se il numero esatto resta dibattuto.
Quello che non è più dibattuto è il meccanismo: le soluzioni di AI generativa stanno diventando motori di risposta sostitutivi. Gli utenti non fanno meno domande — semplicemente non cercano più le risposte cliccando sui "link blu" tradizionali. Usano ChatGPT, Perplexity, Claude, Gemini, o leggono direttamente l'AI Overview di Google senza procedere oltre.
Anche Bain & Company conferma il trend: l'80% dei consumatori si affida ai risultati zero-click almeno il 40% delle volte, e il traffico organico complessivo sta calando tra il 15% e il 25%. Bain identifica due forze tettoniche convergenti: i riassunti AI dei motori tradizionali (Google AI Overviews, Bing Copilot) e l'ascesa degli LLM come motori di ricerca autonomi (Perplexity, ChatGPT Search).
Il Paradosso Italiano: Più Ricerche, Meno Clic
Un aspetto spesso trascurato nel dibattito è che il volume totale di ricerche non sta calando — sta crescendo. BrightEdge ha registrato un aumento del 49% delle impressioni di ricerca totali nell'ultimo anno. Gli utenti cercano di più, ma cliccano di meno.
Per il mercato italiano, questo paradosso ha implicazioni specifiche. Google detiene circa il 95% del mercato search in Italia — una quota ancora superiore alla media globale. Le AI Overviews sono state estese all'Italia nel corso del 2025, e la loro presenza nelle query in lingua italiana è in costante crescita.
Le PMI italiane, che storicamente hanno investito poco in SEO rispetto alle controparti anglosassoni, rischiano un doppio svantaggio: hanno meno autorità di dominio di partenza e meno contenuti strutturati per essere citati dall'AI. Chi non si adegua rischia di diventare invisibile non in anni, ma in mesi.
Perché il Panico È Sbagliato (Ma l'Inerzia È Letale)
Prima di correre a smantellare il vostro piano editoriale, fermiamoci un momento. I dati raccontano anche un'altra storia:
- I brand citati nelle AI Overviews guadagnano il 35% di clic organici in più — essere nel riassunto AI è un vantaggio, non una condanna.
- Le sessioni da AI referral sono cresciute del 527% anno su anno nei primi cinque mesi del 2025 (Previsible AI Traffic Report). È un nuovo canale di traffico, non la fine del traffico.
- Solo il 16% dei brand traccia sistematicamente la propria performance nell'AI search — il che significa che il 84% dei vostri concorrenti sta dormendo. È un'opportunità competitiva enorme.
- Le query transazionali (quelle che portano vendite) sono le meno colpite — solo il 10% attiva un'AI Overview.
Il messaggio è chiaro: la SEO tradizionale non è morta, ma sta mutando. Chi si adatta ora — mentre la maggior parte dei concorrenti è paralizzata tra panico e negazione — conquista posizioni che saranno difficilissime da recuperare dopo.
Benvenuti nella GEO: Generative Engine Optimization
Se la SEO tradizionale punta a farvi apparire nella pagina dei risultati, la GEO (Generative Engine Optimization) punta a farvi citare nelle risposte generate dall'AI. È una disciplina nuova, ma con principi già codificati dalla ricerca accademica e dai dati di mercato.
La differenza fondamentale? La SEO vi posiziona in una lista. La GEO vi inserisce in una risposta. E una citazione in una risposta AI ha un peso psicologico enorme: l'utente percepisce il vostro brand come una fonte autorevole selezionata dall'intelligenza artificiale.
Secondo Search Engine Land, le strategie GEO più efficaci si raggruppano in tre categorie:
- Espansione dell'impronta semantica — coprire un topic in modo esaustivo, non superficiale
- Densità fattuale — inserire dati, statistiche e citazioni ogni 150-200 parole
- Dati strutturati — schema markup, FAQ, tabelle, formati machine-readable
Ogni piattaforma AI ha le sue preferenze: ChatGPT favorisce contenuti enciclopedici, Perplexity premia la freschezza e gli esempi concreti, Google AI Overviews privilegia i contenuti già ben posizionati nella SERP tradizionale. Ma tutte condividono una regola d'oro: la chiarezza batte la creatività. L'AI estrae passaggi autocontenuti di 134-167 parole. Se il vostro contenuto non risponde in modo diretto e completo a una domanda in quello spazio, semplicemente non verrà citato.
Come Ottimizzare per l'AI Search: La Checklist per PMI
Ecco le azioni concrete che noi di Deep Marketing implementiamo per i nostri clienti — e che ogni PMI dovrebbe adottare immediatamente:
1. Ristrutturate ogni contenuto con "blocchi di citazione"
Iniziate ogni sezione con una risposta diretta di 40-60 parole che possa essere estratta standalone dall'AI. Questo è il vostro "citation block" — il passaggio che l'AI può prelevare e inserire nel suo riassunto. I contenuti con un punteggio di completezza semantica superiore a 8,5/10 hanno una probabilità 4,2 volte maggiore di essere citati.
2. Aumentate la densità fattuale
Inserite un dato, una statistica o una citazione verificabile ogni 150-200 parole. I contenuti con statistiche originali vedono una visibilità del 30-40% superiore nelle risposte AI. Non inventate numeri: citare fonti autorevoli rafforza sia il vostro E-E-A-T sia la probabilità che l'AI vi consideri affidabili.
3. Implementate schema markup avanzato
FAQPage, HowTo, Product, Author, Organization: ogni schema applicabile aumenta la comprensibilità del vostro contenuto da parte dei sistemi AI. I contenuti con formattazione strutturata (heading, bullet point, tabelle) hanno una probabilità del 28-40% maggiore di essere citati.
4. Costruite authorship reale
Le pagine con autori esperti identificabili hanno una probabilità 3,2 volte maggiore di essere citate nelle AI Overviews rispetto ai contenuti generici "di redazione". Create bio degli autori con credenziali verificabili, collegatele alle pagine "Chi siamo" e ai profili professionali.
5. Ottimizzate per domande conversazionali
Le AI Overviews sono progettate per rispondere a domande in linguaggio naturale. Strutturate i contenuti attorno a domande reali che i vostri clienti pongono. Usate i dati di Google Search Console ("Queries") e strumenti come AlsoAsked per identificare le domande esatte.
6. Diversificate i formati di contenuto
Video, infografiche, contenuti interattivi: Bain & Company raccomanda esplicitamente di diversificare i formati per aumentare la visibilità nella ricerca AI generativa. Un video YouTube ben ottimizzato può essere citato tanto quanto un articolo scritto.
7. Rendete il vostro brand "entity-consistent"
La descrizione del vostro brand su LinkedIn, Crunchbase, Google Business Profile, directory di settore e sito web deve essere coerente. Quando i segnali sono allineati attraverso le fonti, i sistemi AI categorizzano e citano il vostro brand con maggiore confidenza.
8. Misurate la Share of Model (SoM)
La metrica chiave della GEO è la Share of Model: quanto spesso il vostro brand appare nelle risposte AI rispetto ai concorrenti per le query rilevanti. Strumenti come Profound, Otterly.ai e BrightEdge permettono di tracciarla. Se non la misurate, state navigando alla cieca.
9. Non abbandonate la SEO tradizionale
Paradossalmente, la GEO potenzia la SEO classica, non la sostituisce. Google AI Overviews privilegia i contenuti già ben posizionati nella SERP. I backlink restano il fattore #1 per ottenere le posizioni da cui l'AI pesca le citazioni. Investire in digital PR e link building di qualità è più importante che mai.
10. Presidiate le menzioni non linkate
Le menzioni del vostro brand senza link (unlinked mentions) sono un segnale di autorità fortissimo per i modelli AI, che riconoscono le entità attraverso l'intero web. Monitorate e incrementate le menzioni del vostro brand in articoli, forum, social media e directory.
Il Caso delle PMI: Da Dove Iniziare Quando le Risorse Sono Limitate
Sappiamo che la checklist qui sopra può sembrare onerosa per una PMI con budget e risorse limitati. La buona notizia è che non dovete fare tutto simultaneamente. La priorità va definita in base al vostro settore e al tipo di query che vi porta business.
Se operate nel B2B o nei servizi professionali (il segmento più colpito dalle AI Overviews), iniziate dai punti 1, 2 e 4: ristrutturate i contenuti chiave con citation block, aumentate la densità fattuale e costruite authorship reale. Queste tre azioni, da sole, possono fare la differenza tra essere citati o essere ignorati dall'AI.
Se operate nel retail o nell'e-commerce, la pressione è minore perché le query transazionali sono meno colpite. Concentratevi sui punti 3 e 7: schema markup dei prodotti e coerenza dell'entità brand attraverso le piattaforme.
Se operate nella ristorazione o nel turismo, settori con crescita esplosiva delle AI Overviews (+680% e +381% rispettivamente), il punto 5 è cruciale: ottimizzate per le domande conversazionali ("qual è il miglior ristorante per celiaci a Milano?", "cosa vedere a Firenze in 3 giorni?").
La Nuova Metrica: Non Più Traffico, Ma Visibilità AI
Rand Fishkin di SparkToro lo dice senza mezzi termini: "In un mondo zero-click, il traffico è un pessimo obiettivo". Ogni piattaforma — Google, Facebook, LinkedIn, Reddit, YouTube, Instagram e gli strumenti AI — rimanderà meno traffico nel 2026 rispetto al 2025.
Questo non significa che il marketing digitale è morto. Significa che le metriche devono cambiare. Bain & Company raccomanda di passare da metriche basate sui clic a metriche basate su:
- Impressioni di ricerca — quante volte il vostro brand appare, anche senza clic
- AI reach — in quante risposte AI siete citati
- Share of Model — la vostra quota di citazioni AI rispetto ai concorrenti
- Brand search volume — quante persone cercano direttamente il vostro brand (il segnale ultimo di notorietà)
Per le PMI italiane, il consiglio pratico è: monitorate il vostro brand search volume in Google Search Console. Se cresce nonostante il calo del traffico organico generico, state facendo le cose giuste. Le persone vi conoscono, vi cercano per nome e l'AI non può intermediare una ricerca brandizzata.
Lo Zero-Click Marketing: Creare Valore Dove le Persone Sono
SparkToro definisce il zero-click marketing come la pratica di creare valore autonomo nelle piattaforme dove le persone trascorrono il tempo, invece di pubblicare anteprime e link sperando che clicchino. Significa scrivere post LinkedIn che sono già la risorsa, non un teaser verso il blog. Significa creare reel Instagram che risolvono il problema, non che rimandano al sito.
Questa filosofia non è anti-sito-web. È pragmatica. Se il 60%+ delle ricerche non genera clic, concentrare tutti gli sforzi sul "portare traffico al sito" è come investire il 100% del budget in un canale che sta cedendo. Diversificate: il sito resta la base, ma il valore deve essere distribuito ovunque il vostro pubblico si trovi.
Domande Frequenti (FAQ)
Cos'è esattamente una ricerca "zero-click"?
Una ricerca zero-click è una query su Google (o altro motore) che si conclude senza che l'utente clicchi su alcun risultato. L'utente trova la risposta direttamente nella SERP — tramite featured snippet, knowledge panel, AI Overview o semplicemente leggendo i titoli e le descrizioni dei risultati. Secondo i dati Datos/SparkToro del 2025, tra il 58,5% e il 65% delle ricerche sono zero-click.
Le AI Overviews di Google sono presenti anche in Italia?
Sì. Google ha esteso le AI Overviews ai mercati europei, inclusa l'Italia, nel corso del 2025. La loro presenza nelle query in lingua italiana è in costante crescita e segue il trend globale, sebbene con un leggero ritardo rispetto al mercato anglofono. I dati BrightEdge mostrano che a livello globale il 48% delle ricerche attiva un'AI Overview.
La SEO tradizionale è morta?
No, ma si sta trasformando. La SEO tradizionale resta il fondamento: Google AI Overviews privilegia contenuti già ben posizionati nella SERP classica. I backlink restano il fattore di ranking #1. Ciò che cambia è che posizionarsi in prima pagina non basta più — bisogna anche ottimizzare per essere citati dall'AI. La GEO (Generative Engine Optimization) si affianca alla SEO, non la sostituisce.
Quali settori sono più colpiti dalle ricerche zero-click?
I settori con forte contenuto informativo sono i più impattati: Education (+361% di AI Overviews), B2B Tech (+128%), Healthcare e ristorazione (+680%). I settori transazionali come retail ed e-commerce sono meno colpiti, perché solo il 10% delle keyword commerciali attiva un'AI Overview. Le PMI italiane nel B2B, nei servizi professionali e nella consulenza sono nella zona di massimo impatto.
Come posso sapere se il mio sito viene citato nelle AI Overviews?
Strumenti come BrightEdge, Profound (tryprofound.com) e Otterly.ai permettono di monitorare la vostra presenza nelle risposte AI. In alternativa, potete fare verifiche manuali cercando le vostre keyword target su Google e osservando se il vostro brand compare nelle AI Overviews. La metrica chiave da tracciare è la "Share of Model" — la vostra quota di citazioni AI rispetto ai concorrenti.
Quanto tempo ci vuole per ottimizzare un sito per la GEO?
I primi risultati si possono vedere in 4-8 settimane, ristrutturando i contenuti esistenti con citation block e aumentando la densità fattuale. La costruzione di autorità (authorship, backlink, menzioni) è un processo più lungo, tipicamente 3-6 mesi. L'importante è iniziare ora: solo il 16% dei brand sta tracciando la propria performance AI, il che significa che chi si muove per primo ha un vantaggio competitivo enorme.
Devo smettere di investire in Google Ads?
No, ma dovete ricalibrare le aspettative. Il CTR paid cala del 68% quando un'AI Overview è presente. La strategia intelligente è concentrare il budget paid sulle query transazionali (meno colpite dalle AIO) e ridurre l'investimento sulle query informazionali, dove l'AI Overview intercetta la maggior parte dell'attenzione. In parallelo, investite in contenuti GEO-ottimizzati che vi facciano citare gratuitamente.
Conclusione: Adattarsi o Diventare Invisibili
I numeri non lasciano spazio a interpretazioni: il 60-68% delle ricerche Google nel 2026 non genera clic. Le AI Overviews compaiono nel 48% delle query e abbattono il CTR organico del 61%. Gartner prevede un calo del 25% del volume di ricerche tradizionali. Bain conferma un calo del traffico organico tra il 15% e il 25%.
Ma i numeri raccontano anche un'opportunità: i brand citati nelle AI Overviews guadagnano il 35% di clic in più. Le sessioni da referral AI crescono del 527% anno su anno. E l'84% dei vostri concorrenti non sta ancora monitorando la propria presenza AI.
Il futuro della ricerca non è senza clic — è con clic più consapevoli, verso brand che l'AI riconosce come autorevoli. La domanda per ogni PMI italiana non è se adattarsi, ma quanto velocemente. Noi di Deep Marketing lavoriamo su queste strategie ogni giorno con i nostri clienti: la GEO non è il futuro, è il presente.
Fonti e Riferimenti
- Seer Interactive — AIO Impact on Google CTR: September 2025 Update
- BrightEdge — AI Overviews at the One-Year Mark: Presence, Size, and What They're Citing
- Datos/SparkToro — State of Search Q2 2025
- Gartner — Search Engine Volume Will Drop 25% by 2026
- Bain & Company — Goodbye Clicks, Hello AI: Zero-Click Search Redefines Marketing
- SparkToro (Rand Fishkin) — In a Zero-Click World, Traffic is a Terrible Goal
- Search Engine Land — Mastering Generative Engine Optimization in 2026: Full Guide
- Search Engine Land — Google AI Overviews Drive 61% Drop in Organic CTR
- Search Engine Journal — Google AI Overviews Surges Across 9 Industries


