Reselling: La Guida Definitiva per un Business (Davvero) Profittevole
Rilassati.
Con Deep Marketing hai la migliore agenzia veneta secondo IB Awards, credibilità e senior manager con 20 anni di esperienza.
Visibilità garantita su testate nazionali senza l'utilizzo di pubbliredazionali?
Prova la nostra incredibile promozione: se la nostra strategia non riesce a farti ottenere articoli reali dai giornalisti, ti rimborsiamo.
Reselling: meno guru, più realtà (e qualche risata)
Se ti sei imbattuto qui cercando "come arricchirsi col reselling" dopo l'ennesimo video di uno che sbandiera Ferrari in affitto, fermo subito: questa NON è la solita promessa da copertina. Però, magari sì, sei nel posto giusto per toglierti un po’ di fumo dagli occhi e scoprire finalmente quanto è tosto (ma affascinante) il mondo dei veri reseller. Dimentica le scorciatoie: qui si parla di business vero, pieno di sfide, soddisfazioni e scivoloni. Noi di Deep Marketing i sogni li lasciamo ai ciarlatani: qui si masticano dati, esperienza vera e strategie che fanno davvero la differenza. Il settore del reselling, soprattutto se parliamo di moda e lusso, è una giungla con leoni e squali veri. E no, non aspettano con la t-shirt "Benvenuto!"...
Ma, senti qui: la festa è appena iniziata. Il mercato del secondhand è impazzito, letteralmente. Secondo il 13th Annual Resale Report di ThredUp , si parla di un valore globale che schizza a 367 miliardi di dollari entro il 2029. Serve davvero aggiungere altro? Non basta spararsi i soliti motivatori col Rolex prestato: ci vuole testa, metodo e – fidati – la voglia di faticare non manca mai. Spoiler: qui il business si costruisce con il sudore, non con la bacchetta magica.
Chi sono io per parlartene? Be’, sono uno che di trappole ne ha viste a pacchi (e a volte ci è caduto dentro!). Se ti senti già perso a metà lettura, ottimo segno: vuol dire che hai colto la vera portata della cosa. Adesso, vediamo insieme tutti i passi – dai miti alle dritte pratiche – per navigare (senza naufragare) nel fantastico, e complicato, mare del reselling. E se alla fine ti sembra tutto troppo… stai tranquillo: è normale, e anzi per questo esistono agenzie come la nostra. Spoiler n.2: non sei solo.
Reselling: che cos’è, che non è, e perché non è per chi cerca scorciatoie
Parliamoci chiaro: reselling significa fiutare il valore
Alla radice, resellare vuol dire comprare roba e rivenderla meglio, punto. Ma la differenza nel 2025? Sta tutta nelle piattaforme digitali, nella platea mondiale e nel trovare la nicchia giusta (ma giusta davvero!). Il reseller? Un vero talent scout del valore: scova l’affare, capisce se c’è trippa per gatti e ammicca al pubblico disposto a sganciare qualcosa in più. Perché qualcuno dovrebbe pagare quel premium? Semplice: per almeno quattro motivi che non sono mai scontati:
- Scarsità: Il Santo Graal. Dal vintage introvabile alle sneaker “one-shot”. Ti vengono in mente? Ecco, quelli!
- Accessibilità: Magari a Torino qualcosa fa fatica ad arrivare. E tu gliela porti sotto casa, magicamente.
- Curatela: Metti un po’ del tuo: gusti, esperienza, naso per il pezzo giusto. Così la tua vetrina diventa meta per una tribù (che non ti critica solo su Instagram…).
- Autenticazione e Garanzia: Soprattutto sul lusso, nessuno vuole essere fregato. Un controllo in più vale oro.
Quindi, no: non è “compro-e-rivendo al volo”. È un po’ come essere il curatore di una galleria d’arte: devi capirci, studiare cosa piace alla gente, saper vendere anche una semplice T-shirt come se fosse la Gioconda (citazione consapevole!).
I soliti equivoci: resellare non vuol dire stampare soldi mentre dormi!
Qui la colpa è tutta dei venditori di fumo. Hai presente chi (online, of course) promette migliaia di euro rivendendo magliette col logo invertito? Ecco, quella è un’illusione, spesso dannosa. Nella migliore delle ipotesi arrotondi; costruire un’azienda è un’altra storia.
Cosa NON ti devi aspettare dal reselling fatto bene:
- Non è automatico, anzi: serve grattarsi la testa, gestire stock, marketing, clienti, spedizioni. Chi lo fa part-time per hobby? Si ferma al secondo giro...
- Non è senza rischi, Spendi oggi per magari vendere fra sei mesi! E c’è sempre dietro l’angolo il pacco falso o la truffa vintage.
- Margini? Sognare va bene, ma molti prodotti li vendi quasi a costo. L’astuzia sta nello scovare le vere chicche, come insegna il campo del vintage di lusso: competizione alle stelle, margini strettini… e chi vince è chi sa gestire tutto senza sbagliare una mossa.
- Serve passione vera, voglia di studiare e una specie di mania per la tua nicchia. Un collezionista vale 10 volte un improvvisato senza cuore.
Non vuoi farti male? Occhio agli entusiasmi da televendita, o rischi di ingrassare quella lunga lista di chi, dopo 3 mesi, si arrende e incolpa il karma (invece di aver letto questa guida!).
Manuale super pratico per costruire il TUO business di reselling
Ok, niente più chiacchiere: passiamo all’azione. Vediamo i 7 step che separano il “vendicchio per caso” dal vero imprenditore del second-hand. Io li ho provati, e non sempre mi è andata bene… ma almeno le cicatrici sono servite.
Step 1: Trova la TUA nicchia. (No, “abbigliamento” non vale!)
Tutto non si può vendere. “Abbigliamento”? Troppo vago. “Sneaker”? Ci avviciniamo. “Nike Air Jordan 1 anni ‘90”? Ora sì che giochi sul serio. Più sei affilato nella scelta, meno avrai concorrenti e più diventerai il riferimento del tuo pubblico. Da dove partire?
- Passione e know-how: Fossi in te punterei su quello che davvero conosci e ami. Ad esempio, lo sapevi che chi colleziona orologi è un drago nel riconoscere i falsi?
- Domanda vera: Incrocia la tua passione con quello che cercano davvero le persone. Google Trends e eBay sono i tuoi nuovi amici.
- Margini e volumi: Alcune nicchie danno bei margini ma vendono poco, altre sono l’opposto. Fai i tuoi conti con la calcolatrice, fidati.
- Pensa in grande! Meglio qualcosa che può crescere, non solo la moda del momento. Mai sentito parlare del “dopamine dressing”? Colori pazzi, grandi sorrisi, e magari ci scappa anche una vendita in più.
Step 2: Sourcing, alias la caccia al tesoro
Il sourcing è dove nascono i profitti – e sì, per me spesso è la parte più divertente (e stressante!). Il colpo giusto arriva solo a chi cerca nel posto sbagliato al momento giusto.
- Online:
eBay, Vinted, Depop, Subito: ci trovi di tutto, se sai dove guardare… e sopporti qualche fregatura. Occhio ai venditori inesperti!
- Gruppi Facebook: i veri colpi a sorpresa si pescano lì.
- Aste online. Oppure buttati su marketplace giapponesi se vuoi il denim vintage migliore del reame.
- Offline:
Mercatini all’alba o negozietti caritatevoli: qui vince chi non dorme mai. E se conosci il vecchio collezionista… beh, fatti chiamare quando svuota la cantina!
- Aste fallimentari: roba tosta, ma si fanno affari grossi.
Chicca da veterano: Diventa tu il punto di riferimento del tuo giro: gli affari migliori arrivano quando ti chiamano prima che pensano a Vinted!
Step 3: Autenticazione e valutazione. Qui si rischia grosso!
Lusso, orologi, high-fashion? Qui sbagliare è vietato. Una sola “fregatura” e addio reputazione. Vuoi dormire sereno la notte? Ecco i miei segreti.
- Studia a oltranza: Giuro, prima dei miei primi veri affari passavo le notti su forum a guardare cuciture, font, dettagli… pazienza!
- Fatti aiutare: Se la posta è alta, paga esperti o usa app di autenticazione (tipo Entrupy). Costa, ma guadagni in credibilità.
- Fatti furbo con le prove: Conserva ogni scontrino, ricevuta, foto del dettaglio: ogni cosa può salvarti da rogne future.
Occhio anche alla valutazione dello stato: se dietro c’è una piccola macchia, dillo! Un brutto feedback brucia più di uno sconto sulla vendita.
Step 4: Prezzi: l’arte di non sparare (troppo) alto né di svendersi
Oh, qui ci si gioca tanto. Prezzo troppo alto: tutto fermo. Troppo basso: rimpianti infiniti. Ci arriviamo con metodo:
- Parti da ciò che hai speso, e non scordarti le spese di spedizione, tasse e il tuo tempo.
- Guarda gli altri, ma filtra solo sugli “oggetti venduti”, non sulle speranze altrui invendute.
- Oggetti rari = prezzi forti, ma non esagerare… l’occasione capita solo finché c’è chi la sogna.
- Le condizioni contano, nuovo vale di più, un po’ rovinato si svende. Sii onesto, sempre.
- Il tuo nome inizia a contare! Un brand solido, gente che si fida? Allora puoi permetterti anche qualche euro in più.
Meglio partire alto e poi scendere, che il contrario. Credimi, alzare i prezzi in corsa è un bagno di sangue!

Step 5: Presentazione TOP. Perché la gente compra con gli occhi
Fidati: anche il prodotto più pazzesco rischia di restare fermo se presentato male. Serve un minimo di… spettacolo!
- Fotografie bomba: Usa solo luce naturale e sfondi neutri. Dai spazio ai dettagli, mostra etichette, macchie, difetti. E se riesci, fatti un autoscatto con l’oggetto indossato!
- Descrizione che racconta:"Borsa nera" non basta. Pensa che stai vendendo un sogno: inserisci misure, materiali, la “storia” se la sai. E infila qualche keyword furba: chi cerca “Y2K pelle vintage” deve trovarti subito!
- Scegli la piazza giusta:
Dipende dalla nicchia.
- Vestiaire Collective, The RealReal: Perfette per il lusso, ma le commissioni sono salate!
- Grailed: Il tempio dello streetwear da uomo di livello.
- Depop: Vintage anni ‘90, clientela giovane e affamata di novità.
- eBay: Qui si trova di tutto… e la concorrenza non dorme mai.
- Sito proprietario: Quando vuoi il controllo su tutto. Ma servono budget e conoscenze, sennò rischi di stare lì a guardare il sito vuoto.
Step 6: Spedizioni e clienti: qui si va oltre la vendita
La partita non finisce alla conferma dell’ordine. Il cliente soddisfatto diventa fan… se glielo permetti! Piccole cose fanno grande la differenza.
- Spedizioni lampo e senza rischi: Io spedisco sempre entro due giorni, e il tracking è sacro.
- Unboxing che sorprende: Vuoi lasciare il segno? Bigliettino scritto a mano, un po’ di carta colorata, magari pure un piccolo omaggio. Effetto wow, costa poco!
- Dialogo aperto: Rispondi in fretta e con pazienza. La politica di reso chiara ti salva da inutili grane.
Step 7: Da semplice venditore a vero brand
Il marchio sei tu: la gente non compra solo la merce, ma tutto il “pacchetto”. E qui il bello è che puoi davvero fare la differenza con piccoli tocchi.
- Social Media: Sì, Instagram e TikTok valgono più di mille euro investiti. Non solo le foto dei prodotti: dai dritte, mostra il dietro le quinte, condividi il tuo mondo… vedrai che seguaci!
- Contenuti smart: Blog? YouTube? Perché no: racconta, insegna, fai emergere la tua voce. Fidati, la gente premia chi ci mette faccia e fantasia.
- Newsletter: Costruisci una mailing list per restare nella testa (e nella casella mail) dei tuoi clienti migliori.
- Personal branding: Mettici la faccia! La gente crea rapporti con le persone, non con un logo anonimo.
Occhio alle trappole: il lato ombra del reselling
Il reselling non è tutto cuoricini e lustrini: qualche insidia c’è sempre all’orizzonte. Ad esempio, secondo la Loughborough University , dietro la “moda circolare” si nascondono spesso trucchetti di marketing. Quindi, scudo alzato, occhi aperti e zero paura a guardare anche l’altra faccia della medaglia.
Ecco dove inciampano (quasi) tutti:
- Super-corsi e club degli "iniziati": Quanti ne hai visti? Promettono accessi segreti che, in realtà, sono solo trucchi per venderti l’ennesima lezione copia-incolla. Le dritte vere sono gratis… o arrivano dopo qualche scottatura!
- Troppa concorrenza: Quando tutti saltano su un prodotto boom, preparati al bagno di sangue sui prezzi. Meglio un evergreen o saper “sentire” il prossimo trend.
- Burocrazia e fisco: Qui non si scherza: IVA, fatture, scontrini… Chiedi SEMPRE a un esperto: le multe sono più veloci delle spedizioni express.
- Il lavoro che ti divora: “Faccio tutto io!” dura, forse, tre mesi. Automatizza, delega, imposta limiti: la salute mentale è il vero capitale.
E se pensi al reselling come a una lotteria… lasciamo perdere!
Sgombriamo subito il campo: il reselling può essere una bomba di soddisfazioni, ma solo per chi ha voglia di costruirci sopra, testando, sbagliando, rifacendo. Se speravi nei soldi facili – spoiler! – non è il posto giusto. Qui serve metodo, allenamento e la capacità di gestire il cliente come un’ospite speciale. Le sfide? Dalla ricerca stock a non impazzire con i clienti che cambiano idea ogni cinque minuti… come raccontato anche in molte analisi sui rischi del settore.
Ma la bella notizia esiste e non è solo marketing: la bravura paga, eccome! Se riesci a posizionarti come punto di riferimento – e lo fai davvero col cuore – vedrai persone che si ricordano di te, ti seguono e magari raccontano il tuo nome agli amici.
Ti sembra tutto troppo grosso? L’idea di gestire e-commerce, marchio, pubblicità e storie Instagram ti mette ansia? Normale. Fare impresa NON vuol dire saper fare tutto ma saper scegliere (e affidarsi) ai giusti alleati. È qui che entra in scena Deep Marketing. Noi non ti insegniamo la differenza tra una Birkin vera e una fake, ma possiamo darti tutto il supporto di marketing (e non solo) per trasformare un prodotto in un marchio che la gente sogna e cerca. Ti va di parlarne? Scrivici e preparati a rivoluzionare il tuo business!
FAQ - Reselling senza filtri: risposte per chi fa sul serio
1. Devo per forza aprire la Partita IVA?
Eh sì. Se lo fai regolarmente e non solo “per provare”, serve la Partita IVA, iscrizione alla Camera di Commercio e almeno una chiamata al commercialista. La leggenda dell'hobbista che si arricchisce senza fisco… lasciamola ai forum. (Di solito si comincia come forfettari, ma ogni caso va visto con un esperto).
2. Con quanti soldi si parte?
Non esiste la risposta magica. Nel vintage puoi iniziare anche con poco, mentre se vuoi puntare agli orologi di un certo livello, parliamo di cifre con almeno quattro zeri. Meglio partire con il piccolo, reinvestire, sbagliare sui propri soldi – senza dover raccontare alla banca perché sei al verde!
3. Dove stanno gli affari veri oggi?
Dipende dai gusti, ma il bello è che la domanda cambia di continuo. Ora vanno forte:
- Tutto Y2K e anni ‘90: la Gen Z ne va matta per davvero.
- Sneaker limited e collezione: le classiche Jordan o Dunk sono sempre gettonate.
- Borse di lusso evergreen: Chanel, Hermès e compagnia – se hai il capitale, pochi rischi, tanti sorrisi.
- Vintage tecnico e outdoor: The North Face, Patagonia, Arc’teryx… subito sold out!
4. E se il cliente vuole restituire (o si lamenta)?
Imposta subito le regole: resi sì/no, tempi, motivi. Ascolta sempre cosa non va e cerca una mediazione (a volte bastano uno sconto o un coupon per cambiare umore a chiunque!). Ricordati: la tua reputazione online vale molto più di un prodotto restituito.
5. Meglio partire su eBay o avere subito il proprio sito?
Due cose insieme. Parti dai marketplace, così testi la domanda e impari in fretta. Poi, quando inizi a “muovere giro”, apri il tuo shop online: più libertà, meno commissioni, branding che fa la differenza. I social portano traffico, il sito trattiene. Il marketplace? La macchina scuola. Il sito? La casa vera!